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Falcioni sulla fusione con Ascoli: "Maltignano potrebbe unirsi solo con Folignano"


Il sindaco di Maltignano, Armando Falcioni, interviene rispondendo alla proposta dell'Alveare per la creazione di una maxi-città da 62 mila abitanti unendo ad Ascoli proprio Maltignano e Folignano.

Ecco l'intervento integrale di Falcioni: "Mi rallegro, ai confini della commozione, del fatto che alcuni membri di una lista civica di Ascoli Piceno, d’incanto, abbiamo preso improvvisamente a cuore le sorti del comune di Maltignano, dei suoi problemi, dei suoi bilanci, della sua organizzazione, del suo futuro.

Sono quasi imbarazzato nel constatare che non è solo l’amministrazione comunale a dovere prendere in seno le oramai note problematiche, comuni a tutti le amministrazioni locali, non sono solo i cittadini di Maltignano a pungolare e chiedere conto, ma ora tre solerti residenti di altro comune hanno deciso che occorre aiutare e migliorare le sorti del nostro comune .

Convinto assertore che la forza comune deriva dall’unione, come recita un vecchio adagio, la sorpresa di cotanto zelo nei confronti di Maltignano deriva dal fatto che questa esortazione arrivi a mezzo stampa, all’improvviso, senza che gli amministratori del comune che rappresento siano stati quanto meno interpellati.In genere quando si entra a casa altrui quanto meno educazione impone almeno di bussare.

Da oggi quindi tre rappresentanti di una lista civica ascolana asseriscono, anzi decidono, che occorre fare una fusione tra i comuni di Ascoli Piceno, Folignano e Maltignano, eufemismo per dire che Maltignano,secondo loro, diverrà, o dovrà diventare, tra poco tempo frazione, lontana e marginale aggiungo, di Ascoli. E insistono, con arroganza, che non importa quello che deciderà l’amministrazione comunale o i maltignanesi perché se non dovessero decidere questi, ci penseranno loro, vivaddio.

Peccato che questo nostro comune, a cavallo tra il capoluogo e l’Abruzzo, in questi anni sia stato dimenticato, anche da loro, da problemi questi veramente seri, ed il riferimento all’impianto di prettrattamento rifiuti della Bonifica, che è un problema ambientale territoriale e non solo maltignanese, è solo un veloce esempio.

Ora tutti si preoccupano di Maltignano, del suo futuro, ed hanno già la soluzione.

E’ naturale che di fronte a questo atteggiamento viene il dubbio innanzitutto perché proprio Maltignano, visto che i comuni intorno Ascoli ne sono tanti; forse perché questa amministrazione comunale non è stata e non è gestibile da nessuno, se non dai propri cittadini? E perché lo fa una comunque prestigiosa ed auterevole lista civica, che ho sempre preso da riferimento per l’impegno civile e gli esemplari programmi per la città di Ascoli? Mi auguro che questo improvviso e spasmodico interesse territoriale verso comuni poco o nulla conosciuti sia l’unico obiettivo.

Io ai proponenti rispondo che, visto che non sono il proprietario di Maltignano ma solo uno degli amministratori, certe decisioni le prenderanno, se le prenderanno, solo i cittadini di Maltignano. Punto. Evitando intromissioni o appellandosi, con dubbio gusto, a forzose normative.

Rimando dell’idea che le unioni di servizio sono valenti strumenti, le fusioni forzate sono come rigare con un chiodo una fuoriserie nuova, se non programmate o concordate con le popolazioni, anche perché il tanto declamato risparmio è solo uno spechhietto per le allodole, come lo è stato, e le strade dissestate ne sono una riprova, per la tanto decantata riforma delle province.

Comunque da ieri il comune di Maltignano avrà tre sentinelle in più, tre cittadini che avranno a cuore le sorti del paese; potremo dormire meglio e proccuparci di meno. Peccato che non siano residenti a Maltignano e, inevitabilmente, conoscano poco la realtà, affermazione senza acredine, non sanno cosa significa amministrare un piccolo comune e non possono intuire che, eventualmente, una unione forzosa potrà essere fatta solo con Folignano, naturale comune gemello".

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