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Contributi alle famiglie disagiate: su 499 richieste, 221 restano senza soldi


Sono quasi 500 (per la precisione 499) le famiglie ascolane che hanno bussato alla porta dell’Arengo per ottenere i contributi regionali destinati alle situazioni di disagio e difficoltà economiche. Di queste famiglie, però, solo 153 ora prenderanno questo sussidio di 250 euro, poiché per tutti gli altri non ci sono più soldi a disposizione alla luce del plafond stanziato. Con altre 221 famiglie che sono rimaste al palo. Un campanello d’allarme che torna a suonare, dunque, per quel che riguarda la grave difficoltà dei nuclei familiari ad Ascoli, considerando che sul totale delle domande pervenute, entro lo scorso aprile, 374 sono state accolte dal Comune, mentre altre 125 sono state escluse per mancanza dei requisiti. E, quindi, qualcuno ha provato ugualmente a chiedere aiuto pur non avendone diritto in base alla legge. Fatto sta che quando arrivano tante domande solo per riuscire ad ottenere quei 250 euro destinati ad ogni famiglia, è chiaro e preoccupante lo scenario in cui l’Arengo si trova a muoversi. Un quadro che non lascia interpretazioni.

Ed in realtà, questo aspetto legato ai contributi coperti da appositi fondi regionali messi a disposizione per il 2015 e integrati da fondi comunali, per una somma complessiva di 66.750 euro, è solo una delle facce del problema disagio e povertà ad Ascoli.

Per la precisione, il fondo per il sostegno alla famiglia definito da apposta legge regionale è assegnato ogni anno con la “finalità di favorire ed incrementare la natalità e l'adozione, di superare situazioni di disagio sociale ed economico, per il pagamento di polizze assicurative per la copertura dei rischi infortunistici domestici del componente della famiglia che svolge il lavoro domestico in modo esclusivo. Le risorse regionali assegnate ai Comuni per le finalità sopra descritte devono essere concesse con priorità alle famiglie con numero di figli pari o superiori a 3, che non superino il tetto di reddito Isee annuo di 13.000 euro e alle donne non coniugate in stato di gravidanza e ragazze madri in presenza di situazioni di disagio economico e sociale che comunque non superino il tetto di reddito Isee di 10.000 euro all’anno.

Fatto sta che, oltre all’aumento delle domande, passate dalle 456 dello scorso anno alle 499 di quest’anno, si è registata anche una diminuzione del fondo complessivo a disposizione, passato dai quasi 92.000 euro dello scorso anno ai circa 67.000 di quest’anno. E tutto questo ha portato all’esclusione di un maggior numero di famiglie (74 lo scorso anno e 221 quest’anno) nonostante il contributo per ogni nucleo familiare sia sceso dai 500 euro assegnati nel 2015 ai 250 euro di quest’anno.

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